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25 Aprile, ricordare per ripartire

L'intervento del Sindaco di Maranello nel 75° anniversario della Liberazione

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Il video della cerimonia

 

Intervento del Sindaco di Maranello Luigi Zironi in occasione del 25 Aprile 2020, 75° anniversario della Liberazione

Questo 25 Aprile ha un sapore diverso, è innegabile. Un retrogusto amaro che non c’è bisogno di spiegare, che può apparirci estraneo nel commemorare una Liberazione. Eppure le difficoltà vissute oggi danno ancora più valore al ricordo di ciò che accadde 75 anni fa. C’è qualcosa che li lega, un filo teso che li accomuna attraverso la storia intrecciato con gli ideali fioriti quel giorno, che oggi spetta a noi rinnovare. Non la guerra, però. Quella che stiamo affrontando oggi non lo è: teniamolo a mente. Una guerra porta con sé brutalità, propaganda ideologica, divisione, menzogne, ogni genere di bassezza umana. E se ne esce solo con la violenza.

Noi adesso abbiamo bisogno di tutt’altro. Questo è il tempo della solidarietà, della cura del prossimo, della compassione e della responsabilità. È il momento di usare un linguaggio pieno di speranza ed empatia, non di ricorrere a termini o immagini di stampo bellico. Che demoralizzano i cittadini e rischiano di stimolare gli appetiti di chi intende sfruttare la situazione odierna per limitare i nostri diritti, giustificando svolte autoritarie. Dobbiamo invece vigilare sulla democrazia, difenderla da certi pericoli.

Dobbiamo preservarla così come ci è stata donata nel ’45 da chi ha sacrificato ogni cosa, anche la vita, per dare a tutti noi una seconda possibilità. Donne e uomini determinati a scardinare la porta per la libertà, che hanno seminato per chi sarebbe venuto dopo. Per noi.

Dobbiamo tanto a quelle persone, è nostro dovere non dimenticarlo. Ricordare oggi e ogni giorno ciò che hanno fatto durante e dopo la guerra, è un nostro dovere. Mantenere viva la memoria del loro coraggio, è un nostro dovere. Non è solo una questione di gratitudine. No. E’ qualcosa di più profondo.

Ricordarli oggi è anche una questione di rispetto. Rispetto per la forza con cui hanno trasformato il grido di dolore più acuto del Novecento in una canzone di rivalsa. Per una comunità, rispettare chi ne ha gettato le fondamenta significa rispettare se stessa: le proprie radici, la propria terra, la propria memoria. Significa essere orgogliosa della propria identità. Ogni tanto bisogna fermarsi per una riflessione più intima, per capire più a fondo cosa ci lega al nostro passato. Oggi, giorno dedicato alla Liberazione, è il momento giusto per farlo.

Non possiamo disperdere i valori ereditati. Non possiamo dilapidare quel patrimonio di energia e tenacia, né dimenticare quella ‘fame’ per le cose giuste, quel bisogno di socialità e moralità che occorrono per salvarci. Non possiamo permettere che venga intaccata l’anima della democrazia germogliata in quegli anni.   

Non c’è alternativa al futuro, però possiamo scegliere la strada per raggiungerlo. Il bivio è lì, davanti a noi: seguire o meno l’esempio di chi ci ha dato la libertà, riuscendo poi a tenersela ben stretta per regalarcela. Dipenderà dalla nostra voglia di reinventarci per essere migliori. Loro ci hanno fatto vedere come si fa a rinascere dopo il dolore, a seminare per i propri figli e nipoti.

Ora tocca a noi.

Luigi Zironi, Sindaco di Maranello

 

Video:

Con Armando nel cuore
Dedicato alla figura di Mario Ricci, il Comandante Armando, antifascista e partigiano. A cura di Associazione Yawp Maranello

Bella Ciao di Risaia di Mara Redeghieri

Data di pubblicazione: 25 aprile 2020

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