Città di Maranello
 
 
Rassegna stampa del 28.4.2012
 
Rassegna stampa del 28.4.2012
Il Resto del Carlino, 28 aprile 2012:

Domenica la riunione dell’associazione invalidi civili
A Maranello si riunisce l’ANMIC, associazione nazionale mutilati ed invalidi civili. Domenica dalle 9 alle 12 presso la saletta dell’Avap in via San Luca 30, è convocata la riunione per i soci di Maranello, Formigine, Casinalbo, Serramazzoni, Pavullo. L’Associazione Nazionale mutilati ed Invalidi Civili fondata nel 1956 è l’Associazione che per legge ha la rappresentanza e la tutela dell’intera categoria degli invalidi Civili.


La Gazzetta di Modena, 28 aprile 2012:

La onlus Hewo raccoglie fondi per pozzi e ospedali in Africa
MARANELLO Si rinnova l’appuntamento del Primo Maggio per l’associazione Hewo di Maranello e i tanti suoi sostenitori. Come avviene da diciotto anni, al ristorante Mazzieri delle Piane di Mocogno, si svolge il Matilde Mazzieri Day all’insegna della buona cucina, della buona compagnia e dell’aiuto alle comunità Hewo che operano in Africa. La famiglia Mazzieri intende ricordare Matilde e per farlo offre il pranzo a tanti amici; l’intero ricavato viene devoluto alle attività alimentari dell’Hewo Modena Onlus, che ha sede a Maranello ed è presieduta dall’ex sindaco Giancarlo Bertacchini. L’appuntamento è alle 12 con uno spuntino di benvenuto nel bar, alle 12.30 ingresso nel salone museo per l’aperitivo e per una breve testimonianza dei volontari di Hewo Modena. Sarà l’occasione per incontrare i volontari appena tornati dal “viaggio dell’acqua” nel quale sono stati realizzati un pozzo e un acquedotto di un chilometro per rifornire l’ospedale, l’asilo e le coltivazioni agricole e la stalla del centro Hewo di Quihà (Makallè - Etiopia). Il pozzo e l’acquedotto forniscono acqua per l’ospedale, la scuola, la pediatria e il lavoro dei campi, consentendo di contrastare la grave siccità. Hewo Modena opera in Etiopia ed Eritrea da oltre 25 anni a favore degli ammalati di lebbra, tbc e aids. Prenotazioni entro domani: famiglia Mazzieri (0536.45.000); Margherita (0536.45.256).

Uccise la fidanzata: non era in sé
Maranello. La perizia: «Capacità scemata, ha disturbi psichiatrici». Entrambi lavoravano alla Ferrari
di Pier Luigi Salinaro wMARANELLO «La capacità di intendere e di volere dell’imputato era gravemente scemata al momento dell’omicidio a causa di una grave malattia psichiatrica, un disturbo bipolare, per il quale era in cura da tempo». È la conclusione del perito del gip Vaccari che aveva ordinato un esame psichiatrico per Alessandro Persico, il 42enne ingegnere della Ferrari che la notte tra il 17 e il 18 giugno dello scorso anno aveva ucciso, a Serra, a coltellate nel sonno Barbara Cuppini, 36 anni, pure lei in Ferrari all’ufficio marketing, con la quale l’omicida aveva una relazione. La perizia che è stata depositata e discussa ieri mattina davanti al gip - l’imputato era assente ed è tuttora detenuto a Sant’Anna - presenti i periti di parte, il difensore di Persico, avvocato Francesco Giubbini Ferroni, e quello di parte civile, Luca Pastorelli, segna un punto a favore del presunto omicida. Il fatto che l’ingegnere della Ferrari non fosse in sè nel momento in cui ha infierito con oltre dieci coltellate su Barbara Cuppini, è infatti un’attenuante di cui lo stesso gip dovrà tener conto nella prossima udienza nel procedimento con rito abbreviato. Non è da escludere anche una decisione di non punibilità penale, ma di internamento e cura dello stesso imputato in una struttura psichiatrica carceraria. Alessandro Persico, tra l’altro, è tuttora curato da uno psichiatra in carcere. L’ingegnere, reduce da un matrimonio fallito, e Barbara Cuppini, si erano conosciuti in azienda ed era maturata la relazione fissa tre o quattro mesi prima del delitto. Delitto che, stando alla confessione dell’uomo, era avvenuto poco dopo la mezzanotte del 17 giugno in una villetta di Serramazzoni, dove lui abitava da una decina d’anni. La donna aveva compiuto gli anni il giorno prima e così Barbara e Alessandro avevano deciso di festeggiare in quel fine settimana andando prima a cena in un ristorante di Sassuolo e poi salendo a Serra. Era un venerdì sera e la giornata di sabato era trascorsa tranquilla, poi la sera, come ha raccontato Persico alla polizia, Barbara aveva indossato il pigiama ed era andata a dormire prima. Lui era rimasto ancora un po’ davanti alla televisione, poi, in preda ad un raptus, forse conseguenza del suo stato mentale, in un momento di follia, come del resto confermato di fatto dalla perizia depositata ieri, aveva preso un coltello dalla cucina, era salito in camera al piano di sopra e aveva iniziato a colpire Barbara. Persico, non si era fermato molto nell’abitazione dopo il delitto, giusto il tempo di lavarsi e cambiarsi d’abito. Poi era partito in auto per il Trentino, dove aveva preso alloggio in una pensione vicino a Lavarone. Il lunedì a mezzogiorno, aveva guidato fino al commissariato di polizia di Rovereto per confessare l’omicidio.


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